Il trauma è un evento stressante dal quale non ci si può sottrarre, che sovrasta le capacità di resistenza dell’individuo. (Van der Kolk 1994). E’ una esperienza con un impatto emotivo così intenso e negativo sulla persona, che rimane senza difese e senza capacità di adattamento.
Lo studio è fortemente specializzato in psicotraumatologia, in particolar modo traumi come abusi, lutti, maltrattamenti.
L’EMDR è un metodo psicoterapico strutturato che facilita il trattamento di diverse psicopatologie e problemi legati sia ad eventi traumatici, che a esperienze più comuni ma emotivamente stressanti.
È basato sulla desensibilizzazione e la rielaborazione di eventi traumatici attraverso i movimenti oculari.
E’ un approccio psicoterapico interattivo e standardizzato, scientificamente comprovato da più di 44 studi randomizzati controllati condotti su pazienti traumatizzati e documentato in centinaia di pubblicazioni che ne riportano l’efficacia nel trattamento di numerose psicopatologie inclusi la depressione, l’ansia, le fobie, il lutto acuto, i sintomi somatici e le dipendenze.
Questo metodo di psicoterapia è riconosciuto, oltre che dal Ministero della Salute, anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, dall’American Psychological Association, dal National Institute of Clinical Excellence, associazioni internazionali tra le più accreditate che, insieme all’osservazione clinica e alla ricerca scientifica, ne hanno attestano la validità e l’efficacia.
La terapia EMDR ha come base teorica il modello AIP (Adaptive Information Processing) che affronta i ricordi non elaborati che possono dare origine a molte disfunzioni.
Numerosi studi neurofisiologici hanno documentato i rapidi effetti post-trattamento EMDR.
Esistono eventi traumatici con la “T” maiuscola, ossia quelli che mettono a rischio l’incolumità fisica propria o di persone molto vicine, come lutti, suicidi, abusi, maltrattamenti, aggressioni, rapine, catastrofi naturali, malattie..
Eventi traumatici con la “t” minuscola, che mettono a rischio l’immagine positiva di sé, delle proprie capacità e della propria identità, ossia i traumi relazionali.